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Giulia Muttoni

Anguilla da gustare calda

Se quello che cercate in una vacanza al mare è fare chiasso con gli amici sulla spiaggia, scorazzare su acquascooter zigzagando tra i pedalò, risparmiare mangiando hamburger e patatine fritte per poi scatenarvi la sera in discoteca, Anguilla non fa per voi. Anzi, fate il piacere di starne lontano per non contaminare quest’oasi di pace. Se invece il vostro obiettivo è la quiete più assoluta per staccare la spina, la migliore cucina caribica e un mare di cristallo con 33 spiagge di borotalco, allora ecco: avete trovato l’isola giusta e la potete raggiungere in 20 minuti di motoscafo dopo essere atterrati a St. Marteen, o con brevi voli locali. Aggiungiamoci una manciata di alberghi e ville extralusso e un 18 buche nuovo quasi di zecca, e da oasi Anguilla si trasforma in un piccolo paradiso.
 
I colori di una galleria d'arte
Piccolo, perché questo territorio d’oltremare britannico è grande solo 90 chilometri quadri, 26 di lunghezza per 5 di larghezza. Il turismo è l’unica industria per una popolazione di 12.000 abitanti che prima viveva di sola pesca e che ora ha deciso di puntare su uno sviluppo qualitativo piuttosto che quantitativo, con un’offerta di 3.000 posti letto al massimo. C’è lo spazio per altri hotel e resort, ma costruendoli Anguilla non si distinguerebbe dal resto dei Caraibi. Certo è una scelta che costa, e lo si vede dai prezzi dei ristoranti, ma anche che paga: meglio spendere di più e sentirsi uno dei pochi eletti che ritrovarsi tra altri diecimila turisti. È quello che sull’isola chiamano “tenere basso il volume”. Per alloggio si trova di tutto per tutte le tasche: dalle semplici guest house agli appartamenti, dai piccoli hotel ai resort di lusso e ville da sogno dove amano nascondersi i Vip. E di Vip il posto pullula -" tanto per fare qualche nome: Brad Pitt, Al Gore, Bill Clinton, Celine Dion, John Malkovich, Uma Thurman, Michael Jordan " ma è molto difficile incontrarli perché Anguilla ne preserva con tenacia la privacy.
 
 
Incantevoli ville, quattro camere con cinque bagni, cucina in granito, piscina privata e jacuzzi, spiaggia riservata, maggiordomo: si parte da 8.000 dollari a notte...
 
Robert De Niro si trova qui proprio durante il nostro soggiorno perché possiede una casa, ma non c’è modo che qualcuno ce la indichi: chi spifferasse il segreto perderebbe il posto di lavoro e Anguilla uno dei suoi ospiti più celebri. Il giro dell’isola è presto fatto, con la cartina che ogni hotel vi dà spiegandovi dove trovare il museo che ne racchiude la storia, i locali a Sandy Ground che vibrano al ritmo del raggae, la ventina di gallerie d’arte i cui quadri risplendono di colori solari, gli ottimi ristoranti. La gente è ovunque cordiale e sorridente, i bambini escono dall’asilo festanti per salutare i bianchi di passaggio, un cocktail al rhum è sempre pronto a dissetarvi.
  
Per quanto riguarda il cibo, a causa del fondo roccioso e la poca terra su cui la vegetazione cresce a stento, l’isola riesce a produrre solo pochi tuberi e a pascolare una manciata di pecore, capre e galline. Per tutto il resto dipende dall’importazione da Nord America ed Europa. Ma c’è un piccolo miracolo di crescita vegetativa mirata ed è l’Hydroponic Farm del CuisinArt Resort & Spa. L’idea era venuta agli inizi degli anni ‘90 al proprietario Leandro Rizzuto (siciliano d’origine, diventato famoso per l’invenzione del phon). Si tratta di una serra a coltivazione idroponica (come i giardini pensili di Babilonia o quelli aztechi) che avviene cioè nell’acqua a cui vengono aggiunte le giuste concentrazioni e quantità di nutrienti. Ne parla con entusiasmo il curatore della serra, il canadese dr. Howard Resh, che ci illustra i quasi 1.700 metri quadri di teneri verdi e rossi brillanti, invitandoci a cogliere un pomo qui, una fogliolina là. Penserete: niente sapore. Sbagliate. Sulla tavola del ristorante Santorini (menu degustazione $95, con relativi vini $140) assaggiamo un basilico profumato come quello ligure, un’insalatina fresca e croccante a cui noi " abituati ai sacchetti preconfezionati da supermercato " non siamo più abituati, pomodori e peperoni che sembrano racchiudere il profumo del sole di Sicilia. C’è anche un ristorante meno impegnativo di lato alla piscina, il Café Mediterraneo: specialità grigliate, pizza, insalate. Per dormire il CuisinArt offre 93 ampie camere e suite più alcune ville, tutte sulla spiaggia, tutte con bagni in marmo e salotti tappezzati di morbide stoffe italiane. Nella Venus Spa, la cui scalinata è punteggiata di Eoli sbuffanti, si fa uso anche delle erbe coltivate in serra e dei fiori che crescono nel curato giardino; sono in corso lavori per triplicarne l’area a 2.500 metri quadri su tre livelli che comprendono anche terrazze per farsi massaggiare all’aria aperta e una piscina per la talassoterapia. E poi la gioia maggiore: 3 chilometri di spiaggia sulla Rendezvous Bay, accuratamente ‘pettinata’ ogni mattina e servita di asciugamani freschi, spruzzatine d’acqua Vichy e sorbetti fatti in casa. Anche a Cap Juluca porte e finestre si spalancano direttamente sul mare. Le parole d’ordine qui sono sicurezza e relax, tanto che le camere " 65 insieme alle suite in stile minimalista e 6 ville con piscina, tutte con patio o terrazza, pavimenti di mattonelle bianche, bagni in marmo italiano con vasca e doccia che si affacciano su un solarium privato " non hanno nemmeno la chiave. Se proprio non vi fidate, ve ne forniscono una, ma persino i gorilla che accompagnano i Vip dopo un giorno si tranquillizzano e possono smettere di fare le guardie del corpo.
 
Il ristorante George's di Cap Julucaq e la vista da una camera a pian terreno: tutto direttamente sul mare.
Cap Juluca, per gli indiani Arawak nativi di Anguilla, significa Dio dell’Arcobaleno, e in effetti dopo le brevi docce che segnalano la fine della stagione delle piogge il cielo si riempie di archi colorati. Non c’è nemmeno bisogno di allontanarsi dalla spiaggia " qui siamo sulla Moundays Bay ", ci si ripara sotto l’ombrellone e si aspettano pochi minuti prima che il sole torni a splendere. Splendenti anche i sorrisi degli inservienti che riforniscono di bottiglie d’acqua, al pomeriggio servono rinfrescanti sorbetti, e " se non volete nemmeno fare la passeggiata fino al ristorante George’s sulla spiaggia " vi portano il menu da cui scegliere il pranzo e ve lo servono mentre continuate a crogiolarvi al sole godendovi il silenzio. Silenzioso anche il motoscafo per le escursioni. Unico rumore, magari, la chitarra che accompagna un matrimonio sulla spiaggia o l’orchestra che qualche sera allieta la cena negli altri due ristoranti: il Pimms con specialità franco-asiatiche, e il Kemia, una hors d’"uvrerie internazionale aperta anche a pranzo. Il benessere, poi, a Cap Juluca viene offerto in camera con massaggi balinesi, tailandesi, indiani...
Lo sforzo più grande che bisogna fare, ad Anguilla, è quello di tornare a casa.
 
Isola Scilly Cay
 
Temenos Club
Per ora Anguilla propone 18 buche firmate nel 2005 da un Greg Norman che si è sforzato di rendere il design un po’ meno difficile di quanto non faccia in genere. Gli handicap bassi, che non trovano lunghi i suoi 6.492 metri dai tee di campionato, dopo il drive possono accontentarsi di un ferro corto. Non mancano comunque green sopraelevati e bunker profondi, né tantomeno gli ostacoli d’acqua grazie a un sistema di canalizzazione di lagune salate e laghetti che serpeggia lungo il tracciato, interessando 13 buche.
 
Le buche 12 e 18 con la club house
 
I fairway sono generosi, ma guai a mancarli: al posto del rough, grande aree sabbiose ricoperte di cespugli sono pronte a nascondere, insieme a innocue lucertole, anche la pallina. Presenza costante, il vento rende impegnativi i quattro par 3. Dal tee della 1 si ammira il Mar di Caraibi con l’isola di St. Marteen, poi si affronta un par 4 di 350 metri che offre inizialmente un fairway ampio e rassicurante prima di atterrare sul green su due livelli. Le buche 2 e 10 condividono un green grande ma insidioso, per raggiungere il quale bisogna entrambe le volte sorvolare una laguna. Ma non saremo noi a svelarvi i misteri di ogni buca: quando andrete a giocarvi lo farà il caddie, obbligatorio come il car. È in progetto la costruzione di un secondo golf, sull’altro capo dell’isola. Architetto: Jack Nicklaus.

 

La sosta

CAP JULUCA

PO Box 240, Maundays Bay,
tel. 001 264 497 6666/6779,
www.capjuluca.com.

Aperto nel 1988, è stato restaurato nel 2000. Fa parte dei The Leading Small Hotels of the World.

 

CUISINART RESORT & SPA

PO Box 2000, Rendezvous Bay, tel. 001 264 498 2000,
www.cuisinartresort.com.

Aperto nel 1999.

 

A tavola
Oltre a quelli citati negli alberghi:
Scilly Cay
Island Harbour, tel. 001 264 497 5123, www.scillycay.com. In pochi minuti di barca a motore si raggiunge la minuscola isola di Scilly Cay, recintata da un muretto tappezzato di conchiglie, dove aragosta o crayfish (più piccolo e saporito della sorella maggiore) vengono tirati fuori dal mare al momento dell’ordine e grigliati alla perfezione. Aperto solo a pranzo.
 

 

Tasty’s

South Hill Bld, tel. 001 264 497 2737, www.tastyrestaurant.com. Ottime le zuppe in questo vivace e colorato ristorante sulla strada principale che percorre in lungo l’isola.

 

Flavours

Back Street, South Hill, tel. 001 264 497 0629. In parte steakhouse dall’ottima carne Angus, in parte New Carribean Cuisine, con vista su Road Bay.

 

Per partire
propongono Anguilla:

Agamare tel. 02 6739721, www.agamare.it. Voli via Parigi con Air France o via Amsterdam con KLM su St. Marteen e proseguimento su Anguilla con voli locali: da 950 euro (tariffa più bassa disponibile al momento della pubblicazione).

 

Cap Juluca Romantik Package: 7 notti in Superior Room con prima colazione continentale giornaliera,

4 cene, trasferimenti a/r in taxi da aeroporto o porto di Anguilla, champagne in camera all’arrivo, un’ora di massaggio di coppia, escursione di una giornata a Prickly Pear con barbeque sulla spiaggia, un giorno di noleggio auto, tennis e sport acquatici: 1.704 euro a persona. Sconto

di 130 euro a coppia in viaggio

di nozze e anniversari di matrimonio multipli di cinque o quando l’anniversario cade durante il soggiorno in albergo.

CuisinArt Tee Up & Recharge Package: 7 notti in Junior Suite con prima colazione continentale giornaliera, benvenuto all’aeroporto o porto e drink di benvenuto, 4 green fee con trasferimento al golf club,

4 trattamenti di 50 minuti presso la Spa dell’albergo, 2 cene per due persone al ristorante Santorini oppure due cene a tema, sport acquatici non motorizzati, tennis

e palestra: 2.058 euro a persona.

 

Per organizzare in proprio il soggiorno, le rappresentanti

in Italia dei due alberghi sono:

Cap Juluca Mariapaola Negrini, G.E.T. Grace Executive Tourism, tel. 02 33105477, mpnegrini@graceexecutive.com

CuisinArt Marcella Giamundo, tel. 06 8549286, cell. 348 4327314, mgiamundo@yahoo.it

 
informazioni

Anguilla Tourist Board, De Paoli Associati Communication,
tel. 02 89534108. Angus, in parte New Caribbean Cuisine, con vista su Road Bay.

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